Istituto

Il nostro istituto è abbastanza giovane. Nato il 1 marzo 1943, dopo un prolungato periodo d’ospitalità presso la biblioteca Bertoliana di Vicenza, ha avuto una sede autonoma nell’anno 1959, ma è soltanto dal 1978 che si trova ad occupare gli attuali edifici, in Borgo Casale 91, nella prima fascia residenziale cittadina che contorna il centro storico.
Costruite appositamente per le sue funzioni da un’iniziativa privata secondo scelte tecniche e funzionali dettate dai modelli d’architettura archivistica più noti del tempo, le due strutture che ne compongono la sede, rivelano oggi tutta la loro inadeguatezza rispetto alle moderne esigenze di conservazione e di valorizzazione.

Ingresso della sede dell'Archivio di Stato di VicenzaLa prima di esse è un deposito che si articola in 3 piani in muratura, inframezzati da strutture metalliche che rendono disponibili, alfine, 5 piani di scaffalature, per una capienza di circa 7 chilometri di palchetti. Aumentano la volumetria del deposito alcuni spazi adattati allo scopo nel secondo edificio, ove trovano posto altri mille metri di scaffali, ed in più tutti gli altri vani destinati ad uffici e ai servizi ed alle aree di accoglienza del pubblico, di studio e di riunione.

La volumetria che l’Archivio offre è completamente saturata, in ogni sua funzione, per cui si può ben dire che oggi l’istituto non può trovare nella sua struttura alcun ulteriore sviluppo. Per far fronte ai programmi di lavoro esso deve pensare ad una sede più ampia e funzionale. Per questo già da alcuni anni ha a cuore e sviluppa il progetto di recupero conservativo e funzionale del comparto edilizio di San Biagio, avuto in uso governativo dal Demanio dello stato per farne la propria futura sede.

La documentazione storica che l’Archivio conserva occupa dunque 8 chilometri circa di scaffali, ma molta altra ne giace presso gli uffici generatori, che l’insufficenza di spazi impedisce di accogliere. Nei depositi archivistici essa è conservata con cura ed ordine, tutelata da strutture e moderni impianti di protezione oltre che dal servizio e dalla vigilanza del personale.

L’istituto realizzato in anni passati, si ritrova oggi non strutturalmente adeguato ai criteri e alle norme che riguardano l’eliminazione delle barriere architettoniche. In esso, perciò, l’accesso risulta condizionato.
L’Archivio incentiva la frequenza del pubblico e la fruizione documentale con inziative di promozione culturale e soprattutto con un servizio ampio ed attento che il personale svolge nelle sale di studio e di accoglienza.